Pause musicali

Dopo gli eccessi di vita della Trieste estiva me ne son tornato mestamente verso casa dove incombevano le mansioni di cat sitter. A peggiorare l’umore del ritorno (quando devo viaggiare a lungo posso diventare assai nervoso, come è puntualmente successo) ci voleva il fatto che adesso Perugia è intasata dall’orribile Umbria Jazz che non fa che ringalluzzire la mia micidiale misantropia. I puristi, per esempio mio padre, potrebbero dire: “ci fosse almeno il jazz!”. Io invece avrei solo voglia di fare incetta dei dischi dei Death dopo Human e farne un pubblico per segnalare il mio assoluto dispregio verso ogni cosa che contenga anche vagamente il jazz. Non me ne voglia la buon’anima di Chuck, ma con l’età certe sonorità le digerisco sempre meno. La gente normale alleggerisce il sound, io lo appesantisco all’inverosimile (anche se ormai non ascolto più il brutal, preferisco il death metal tout court) e soprattutto lo ingrezzisco a bestia. Col doom mi viene ancora più naturale, appena c’è un po’ di tastiera non riesco a reprimere il mio classico commento “troppo melodico”. Amen, ci vuol pazienza si sa, soprattutto con chi come me ha un certo compiacimento nel chiudersi nei propri gusti disprezzando i comuni mortali. Come diceva Orazio Odi profanum vulgus et arceo. Mai parole furono più azzeccate.

Così è tuttavia, nell’ultimo periodo di permanenza triestina mi sono preso una lieve licenza poetica. Su consiglio rimpallato da Perugia sono andato a vedermi i Fine Before You Came che suonavano con i Gazebo Penguins all’Etnoblog di Trieste. Io son stato pressoché l’unico stronzo che ha creduto al volantino dove si diceva che le porte sarebbero state aperte alle 21,30, quando arrivato alle 22,00 ho trovato tutto chiuso mi è venuto un certo moto di disappunto, ma si sa che queste cose sono all’ordine del giorno. L’inciviltà regna un po’ suprema in proposito, il fatto che sia sabato sera non è che giustifica il fatto che uno debba far tardi per forza, ma certe cose in testa alla gente paiono non entrare. Amen. Ora tranquillizzatevi, non voglio farvi un live report. A me i live report fanno cagare, li trovo inutili e nel 90% dei casi falsati, in quanto scritti da fan sfegatati assai poco obbiettivi. La maggior parte di quelli che ho letto mi hanno fatto pensare di aver visto un altro concerto, una cosa relativamente surreale. Si potrebbe chiamare in ballo molta filosofia in proposito, ma non è certo mia intenzione. Diciamo tutto questo era per dire che nei giorni precedenti e successivi al concerto mi son fatto una magnata notevole di Fine Before You Came, che seppur classificati come emocore devo dire che non mi dispiacciono. Ovviamente il mio non-dispiacere è quello dell’ignorante, nel senso è quello di uno che di un genere non sa un cazzo di niente, ne ascolta un gruppo e gli piace. Una cosa di questo tipo è sempre rischiosa ovviamente, in quanto si possono prendere benissimo delle cantonate astrali, ma leggiucchiando qua e là mi sembra di non essere fuoriuscito troppo dal seminato. Vi lascio un link da ascoltare in proposito.

Mi ha un po’ colpito una certa assonanza di strutture di questo genere col doom, ripetitività ossessiva e giri ripetuti N volte con N tendente a infinito. Ho anche deciso di investire un po’ di tempo in un progetto parallelo di questo tipo, anche se quando ho, ormai arrivato a Perugia, preso in mano la chitarra e fatto la posizione del E5 mi son sentito rispondere dallo strumento con un DENG abissale netto. La posizione del E5 mi ha infatti fornito, come da accordatura dello strumento un magnifico B5, tanto adatto per il death doom, tanto inutile per fare questa roba che comunque vada sa parecchio di indie rock e roba varia. Disastro. Obiettivo futuro: farsi prestare una chitarra in accordatura standard, dopo averla vituperata per anni ne ho infine riscoperto l’utilità. Comunque di questi gruppi, FBYC e Gazebo Penguins ho anche diciamo apprezzato un po’ l’onestà intellettuale, nel senso: il disco te lo puoi scaricare gratuitamente dal sito, se poi ti piace e vuoi supportare la band te lo compri. Questa è una cosa che in ambito metal ho visto fare assai poche volte, fatico un po’ a capire i motivi (economici) di queste scelte, forse sono legate ad un apparato distributivo diverso e magari anche a una scena relativamente diversa, ma tentare di esportarlo in ambito metal sarebbe a mio avviso una cosa interessante, anche se per l’appunto ribadisco, ci vorrebbe una conoscenza più approfondita di quella che è la situazione discografica di gruppi come questi.

Quindi ho passato un bel po’ di tempo nel mood della cosa nuova, a riascoltare a nastro un paio di dischi dei FBYC, poi mi son ricordato che ogni tanto dovrei anche fare il recensore per Empire of Death e che avevo promesso il demo dei Funeral (Swe). Allora giù a recensire il demo dei Funeral, l’occupazione migliore della pausa pranzo in dipartimento indubbiamente. Un gran bel lavoro tra l’altro devo dire, mi sento obbligato a lasciarvene una traccia affinché possiate apprezzarlo anche voi.

Così si riparte dal trampolino di lancio: abbandono del death metal per concentrarsi sul doom in tutte le sue forme, così vuole il periodo estivo d’altronde, se tutti sono allegri e felici e si spogliano al sole non c’è niente di meglio che seppellirsi in un’orgia di riff cimiteriali.

Ovviamente come avrete potuto intuire non finisce qui. Infatti la fissa del momento (della quale intendo parlarvi in maggiore dettaglio prossimamente) è Valerio Evangelisti. Evangelisti è un cazzo di metallaro. Su Metallo Urlante penso di essermici fatto le seghe quando facevo il liceo, rileggerlo ultimamente ha avuto lo stesso identico effetto. E poi oltre a quasi tutti gli Eymerich ultimamente mi son letto pure Black Flag che ha per protagonista Pantera del secondo omonimo racconto su Metallo Urlante, che è tuttavia un altro omaggio musicale, a un gruppo hardcore punk però stavolta. Così stamattina per ingannare il tempo tra l’essere arrivato in facoltà e la pausa delle 11 mi sono dedicato al reperimento della discografia dei suddetti Black Flag che non ho ancora avuto però la compiacenza di ascoltare. Ho solo dato un’occhiata a quelle canzoni i cui titoli sono quelli dei capitoli del libro e così vi lascio, per stasera con quest’ultima canzone dei Black Flag. Buonanotte.

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